Curiosità sul Giappone: 20 cose che forse non conoscevi

Il Giappone è un Paese capace di sorprendere anche attraverso le cose più semplici della vita quotidiana. Se lo visiti per la prima volta, potresti accorgerti che trovare un cestino per strada è più difficile del previsto, che sui treni regna spesso il silenzio o che entrando in una casa bisogna togliersi le scarpe. Alcune di queste abitudini possono sembrare strane viste dall’esterno, ma dietro molte di esse esistono ragioni culturali, sociali o semplicemente pratiche. Ecco quindi 20 curiosità sul Giappone per conoscere meglio alcune caratteristiche della vita quotidiana giapponese.

1. Perché in Giappone ci sono così pochi cestini?

È probabilmente una delle prime cose che nota chi visita il Giappone: puoi camminare per parecchio tempo con una bottiglia vuota in mano senza riuscire a trovare un cestino pubblico. I cestini non sono completamente assenti, ma sono decisamente meno presenti nelle strade rispetto a quanto molti turisti si aspettano. Una delle spiegazioni più conosciute riguarda la sicurezza: dopo l’attentato con gas sarin nella metropolitana di Tokyo del 1995, molti contenitori per i rifiuti furono rimossi o sottoposti a maggiori controlli. Ma questa non è l’unica ragione. In Giappone è molto radicata anche l’abitudine di portare con sé i propri rifiuti fino a quando non si trova un punto adatto in cui smaltirli, oppure di riportarli a casa.

Di conseguenza, la presenza di un cestino pubblico a ogni angolo viene percepita come meno necessaria. Inoltre, limitare i cestini nelle strade può evitare alcuni problemi legati alla loro gestione: un contenitore troppo pieno può far accumulare rifiuti intorno ad esso e materiali leggeri possono essere dispersi nell’ambiente, per esempio dal vento. Per questo è curioso osservare come, nonostante la scarsità di cestini pubblici, molte strade giapponesi rimangano particolarmente pulite. La responsabilità di un rifiuto, in sostanza, non termina nel momento in cui non trovi un cestino: te lo porti dietro finché non puoi smaltirlo correttamente.

2. Mangiare mentre si cammina non è sempre ben visto

Comprare qualcosa da mangiare e continuare tranquillamente a camminare è normalissimo in molti Paesi. In Giappone, invece, tradizionalmente si tende maggiormente a fermarsi per consumare ciò che si è acquistato. Questo non significa che mangiare camminando sia vietato in tutto il Giappone: dipende molto dal luogo e dal contesto. In alcune zone turistiche, soprattutto quelle conosciute per lo street food, mangiare ciò che si è appena acquistato fa parte dell’esperienza. È sempre meglio osservare ciò che fanno le persone intorno e rispettare eventuali indicazioni locali.

3. Sui treni si cerca di non parlare al telefono

Una delle curiosità sul Giappone che può colpire maggiormente chi arriva dall’Italia è il silenzio che si può trovare sui mezzi pubblici. Sui treni e nelle metropolitane generalmente si evita di effettuare telefonate e viene richiesto di impostare il telefono in modalità silenziosa. Naturalmente le persone possono parlare tra loro, ma normalmente cercano di mantenere un volume che non disturbi gli altri passeggeri. Alla base troviamo un principio importante della convivenza negli spazi pubblici giapponesi: cercare di non creare disturbo agli altri.

4. Le scarpe rimangono all’ingresso

Tra le curiosità sul Giappone, molte riguardano proprio piccoli comportamenti quotidiani che per un italiano possono sembrare insoliti. Entrare in una casa giapponese con le scarpe utilizzate all’esterno è generalmente qualcosa da evitare. All’ingresso troviamo spesso il genkan (玄関), uno spazio più basso nel quale vengono lasciate le scarpe prima di salire nella parte interna dell’abitazione. In casa si possono utilizzare delle pantofole, ma esistono anche ulteriori regole: per esempio, le pantofole utilizzate normalmente non vengono portate sul tatami e per il bagno possono esserci pantofole dedicate. La separazione tra esterno e interno è quindi molto evidente anche attraverso un gesto apparentemente semplicissimo.

5. I konbini sono molto più di piccoli supermercati

Entrare in un konbini (コンビニ) per la prima volta può essere una piccola sorpresa. 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono conosciuti soprattutto per cibo, bevande, onigiri, bentō e snack, ma i servizi disponibili possono andare molto oltre la semplice spesa. A seconda della catena e del punto vendita è possibile utilizzare fotocopiatrici e stampanti multifunzione, effettuare alcuni pagamenti, ritirare determinati acquisti e usufruire di altri servizi come spedizioni. Per questo il konbini è diventato una presenza estremamente pratica nella vita quotidiana giapponese.  È aperto 24 H al giorno.

6. Le strade possono essere pulite anche senza cestini

Torniamo alla prima curiosità perché porta a una domanda inevitabile: se ci sono così pochi cestini, perché non troviamo rifiuti ovunque? Una delle ragioni è proprio l’abitudine di assumersi la responsabilità dei propri rifiuti invece di abbandonarli quando non si trova immediatamente un cestino. Il concetto di mantenere puliti gli spazi condivisi viene inoltre appreso fin da giovani anche attraverso alcune attività scolastiche. Naturalmente il Giappone non è magicamente privo di sporcizia e non ogni strada è perfetta, ma la responsabilità individuale verso gli spazi comuni contribuisce all’impressione di ordine che molti visitatori percepiscono.

7. Le mascherine erano comuni già prima del Covid

Alcune delle curiosità sul Giappone più interessanti si scoprono semplicemente osservando come le persone si comportano negli spazi pubblici. Per molti occidentali la mascherina è diventata un oggetto quotidiano soprattutto durante la pandemia di Covid-19. In Giappone, invece, vedere persone con una mascherina era comune già molto prima. Può essere utilizzata quando si è raffreddati o non ci si sente bene, anche per cercare di evitare di trasmettere qualcosa agli altri.

Alcune persone la utilizzano inoltre durante i periodi delle allergie stagionali. La pandemia ne ha naturalmente modificato e ampliato enormemente l’utilizzo, ma non ha introdotto qualcosa di completamente sconosciuto alla società giapponese.

8. Fare rumore mangiando ramen non è necessariamente maleducato

Quando si mangiano ramen, soba o altri noodles, aspirarli producendo il caratteristico rumore non è generalmente considerato maleducato come potrebbe esserlo in Italia. Lo slurping può inoltre aiutare a mangiare noodles molto caldi. Questo non significa che in Giappone si debba necessariamente fare rumore per dimostrare che il piatto è buono: puoi tranquillamente mangiare i noodles senza farlo. È semplicemente un comportamento culturalmente accettato in un contesto nel quale in altri Paesi potrebbe essere percepito diversamente.

9. Gli studenti partecipano alla pulizia della scuola

In molte scuole giapponesi gli studenti partecipano alla pulizia degli ambienti che utilizzano. Questa attività viene comunemente chiamata sōji (掃除), cioè “pulizia”. Aule, corridoi e altri spazi possono essere sistemati dagli stessi studenti attraverso attività organizzate. L’obiettivo non è soltanto avere una scuola pulita: può anche contribuire a sviluppare responsabilità verso gli ambienti condivisi e consapevolezza del lavoro necessario per mantenerli in ordine. È interessante collegare questa abitudine alla cura degli spazi comuni che un visitatore può osservare successivamente nella società giapponese.

10. Addormentarsi sul treno è normalissimo

Sali su un treno giapponese e potresti vedere diverse persone dormire tranquillamente sedute. Pendolarismo, giornate lavorative lunghe e spostamenti possono rendere il viaggio in treno un momento in cui riposare. Esiste anche il termine inemuri (居眠り), legato al concetto di dormire pur rimanendo presenti in una determinata situazione, anche se non ogni persona addormentata su un treno sta necessariamente praticando ciò che culturalmente viene definito inemuri. Una cosa che sorprende molti visitatori è vedere persone svegliarsi poco prima della propria fermata, prendere le proprie cose e scendere come se avessero un allarme incorporato.

11. I distributori automatici sono praticamente ovunque

Un’altra immagine immediatamente associata al Giappone è quella dei jidōhanbaiki (自動販売機), i distributori automatici. Li troviamo davanti alle stazioni, lungo le strade, vicino agli edifici e persino in luoghi che possono sembrare relativamente isolati. Le bevande sono sicuramente tra i prodotti più comuni e, a seconda della stagione e della macchina, alcuni distributori offrono sia bevande fredde sia calde. Il distributore automatico è diventato così normale nel paesaggio urbano giapponese che spesso quasi non viene più notato da chi vive nel Paese, mentre continua a incuriosire moltissimo i visitatori.

12. In Giappone esistono ancora i timbri personali

Per molto tempo in Giappone hanno avuto un ruolo importante i hanko (判子) o inkan, timbri personali sui quali viene generalmente inciso il nome. Esistono tipologie differenti a seconda dell’utilizzo e alcuni timbri possono avere un valore più formale di altri. La digitalizzazione sta progressivamente modificando molte procedure e il timbro non è necessario per qualsiasi attività, ma rimane un elemento molto interessante della cultura amministrativa e quotidiana giapponese.

13. Il numero 4 può essere considerato sfortunato

Il numero 4 può essere letto shi (四), una pronuncia identica a 死 (shi), “morte”. Per questa associazione il quattro può essere considerato poco propizio in determinati contesti. Anche il 9, che può essere letto ku, richiama 苦 (ku), un carattere associato alla sofferenza. È un esempio molto interessante di come la lingua possa influenzare superstizioni e comportamenti. Naturalmente questo non significa che i giapponesi trascorrano la vita evitando qualsiasi quattro o nove: sono associazioni culturali che possono assumere maggiore importanza in particolari circostanze.

14. Tornare da un viaggio significa spesso portare un omiyage

In Giappone esiste una vera cultura dell’omiyage (お土産). Quando si torna da un viaggio, è comune portare qualcosa a colleghi, amici o familiari. Molto spesso si tratta di prodotti gastronomici caratteristici del luogo visitato, confezionati appositamente per essere facilmente condivisi. Per questo nelle stazioni e negli aeroporti giapponesi troviamo tantissime scatole di dolci e specialità regionali elegantemente confezionate. L’omiyage non è semplicemente il souvenir che compriamo per ricordare personalmente un viaggio: è soprattutto qualcosa da riportare agli altri.

15. Esistono carrozze ferroviarie riservate alle donne

Su alcune linee ferroviarie giapponesi esistono le women-only cars, carrozze riservate alle passeggere. Non funzionano necessariamente per tutta la giornata: spesso vengono utilizzate soltanto in determinati giorni e fasce orarie, soprattutto durante le ore di punta. Sono state introdotte principalmente come misura contro molestie e comportamenti indesiderati sui treni affollati. Le modalità cambiano in base alla compagnia ferroviaria e alla linea, quindi è importante controllare la segnaletica presente sulle banchine e sui vagoni. Ma le curiosità sul Giappone non finiscono qui: anche ristoranti, scale mobili e serate dopo il lavoro mostrano abitudini molto diverse da quelle italiane.

16. Nei ristoranti non si lascia la mancia

In Giappone lasciare la mancia non fa generalmente parte della cultura del servizio. Nei ristoranti, nei bar e in molte altre situazioni in cui in altri Paesi sarebbe normale aggiungere qualcosa al conto, si paga semplicemente l’importo richiesto. Un servizio particolarmente attento non implica quindi che il cliente debba lasciare del denaro extra. Se lasci delle monete o delle banconote sul tavolo, il personale potrebbe persino pensare che tu le abbia dimenticate e cercare di restituirtele. Per mostrare apprezzamento è molto più naturale ringraziare educatamente e, dopo aver mangiato, dire gochisōsama deshita (ごちそうさまでした).

17. Sulle scale mobili ci si mette in fila da un lato

Sulle scale mobili in Giappone noterai spesso una scena molto ordinata: le persone che rimangono ferme tendono a disporsi in fila su un lato, lasciando l’altro libero a chi vuole salire o scendere più velocemente. La cosa curiosa è che l’abitudine può cambiare a seconda della zona: tradizionalmente a Tokyo si tende a stare sulla sinistra, lasciando libera la destra, mentre a Osaka è comune il contrario.

Negli ultimi anni, tuttavia, compagnie ferroviarie e autorità hanno promosso sempre più spesso l’idea di rimanere fermi sulle scale mobili, senza camminare, per ragioni di sicurezza e accessibilità. Nella pratica potresti comunque vedere ancora molto spesso le due file comportarsi in maniera diversa, quindi è sempre meglio osservare la segnaletica e le persone intorno.

18. Mangiare da soli al ristorante è normalissimo

In Giappone andare al ristorante da soli è assolutamente normale e molti locali sono organizzati proprio per accogliere clienti singoli. È comune trovare posti individuali al bancone o sedute pensate per una sola persona, senza la necessità di occupare un intero tavolo. Alcuni locali hanno portato questo concetto ancora più lontano, creando postazioni individuali separate da piccoli divisori, nelle quali è possibile ordinare e mangiare con pochissima interazione. Questo rende molto semplice fermarsi per pranzo o cena da soli senza che la situazione venga percepita come insolita. Per chi arriva dall’Italia, dove mangiare al ristorante viene spesso associato a un momento di socialità, può essere una delle piccole curiosità sul Giappone che sorprendono maggiormente.

19. La sera non è raro incontrare persone che hanno bevuto troppo

Questa è una delle curiosità sul Giappone che sorprende maggiormente chi visita il Paese per la prima volta. Passeggiando la sera nelle zone più frequentate delle grandi città giapponesi, soprattutto vicino alle stazioni e nei quartieri pieni di izakaya (居酒屋), può capitare di incontrare persone che hanno bevuto molto, talvolta addormentate sui treni o nei pressi delle stazioni. Il fenomeno può essere collegato anche alla cultura del bere dopo il lavoro: i nomikai (飲み会), incontri accompagnati da alcol tra colleghi, hanno tradizionalmente rappresentato un’occasione importante di socializzazione al di fuori dell’ambiente lavorativo. In un contesto professionale spesso più formale, bere insieme poteva permettere di creare rapporti più informali tra colleghi e superiori.

Questa cultura non è però immutabile e negli ultimi anni le abitudini stanno cambiando, soprattutto tra le generazioni più giovani. Naturalmente non significa che tutti i lavoratori giapponesi bevano o partecipino ai nomikai, ma per un visitatore può essere curioso osservare il contrasto tra l’immagine estremamente ordinata del Giappone durante il giorno e alcune scene della vita notturna.

20. Prima di mangiare si dice “itadakimasu”

Prima di iniziare un pasto in Giappone è comune dire itadakimasu (いただきます). Viene talvolta tradotto in italiano come “buon appetito”, ma il suo significato è diverso e più complesso: deriva dal verbo itadaku, “ricevere” in forma umile, ed esprime gratitudine per ciò che si sta per ricevere. Il ringraziamento può essere rivolto idealmente a tutto ciò che ha reso possibile quel pasto: alle persone che hanno coltivato, prodotto, trasportato e preparato gli alimenti, ma anche alla vita degli esseri viventi da cui il cibo proviene, comprese piante e animali.

Il Giappone è davvero così diverso?

Dopo aver letto queste curiosità sul Giappone, è facile pensare che la vita quotidiana giapponese sia completamente diversa dalla nostra. In realtà molte delle cose che inizialmente sorprendono diventano normalissime quando si trascorre abbastanza tempo nel Paese. Togliersi le scarpe, conservare una bottiglia vuota nello zaino finché non si trova un cestino, abbassare la voce sul treno o fermarsi prima di mangiare qualcosa sono piccoli comportamenti che acquistano senso quando vengono osservati nel loro contesto.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti quando si scopre un’altra cultura: non limitarsi a chiedersi “perché fanno così?”, ma provare a capire cosa c’è dietro quel comportamento. Perché spesso ciò che a prima vista sembra soltanto una stranezza racconta qualcosa di molto più grande sul modo in cui una società vive gli spazi, le relazioni e la quotidianità.

Curiosità sul Giappone e vita quotidiana nella cultura giapponese

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Martina Bertorotta, autrice di Shikura
AUTRICE

Francesca Martina Bertorotta

Sono Martina, fondatrice di Shikura. La mia passione per il Giappone mi ha portata a vivere e studiare a Tokyo, un’esperienza che ha rafforzato il mio legame con la cultura giapponese. Con Shikura racconto l’incontro tra Sicilia e Giappone attraverso tradizioni, luoghi, sapori e curiosità.

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